La prima opposizione al governo Lega-M5s nasce sulla rete

In rete stanno diventando sempre più virali alcuni temi che su cui si sta strutturando la vera opposizione al governo pentaleghista

di Guido Petrangeli

Nel giorno dell’insediamento del governo Conte la domanda sorge spontanea: dove è finita l’opposizione? Il Pd post-renziano sembra essersi assopito in un letargo senza soluzione di continuità mentre Forza Italia è stata fagocitata dal competitor interno Matteo Salvini. Nella fase attuale l’unica opposizione ai populisti sembra venire dalla rete: in questi giorni stanno girando in rete dei veri e propri tormentoni, molto virali sui social, destinati a influenzare la sentiment dell’opinione pubblica digitale.

Abbiamo raccolto alcuni dei temi che stanno avendo maggior riscontro e che potrebbero far nascere il seme di un’opposizione al governo pentaleghista.

1. Durante il giuramento del governo giallo-verde si è imposto su Twitter l’hashtag #governolegam5s, risultando per molte ore l’argomento più discusso in Italia. I commenti iniziati su Twitter sono arrivati sino a Facebook mentre i nomi di alcuni ministri sono diventati i più cercati su Google. La sentiment della rete sul governo Lega-M5s non è stata delle migliori: sono diventate virali le dichiarazioni omofobe del Ministro della famiglia oppure atteggiamenti no-vax da parte del Ministro della salute.

2. Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno avviato un’alleanza post-elezioni dopo aver basato tutta la propaganda elettorale sull’indisponibilità a allearsi con altri partiti. Molti utenti online in queste ore stanno condividendo in rete dichiarazioni e video in cui i due esponenti spergiurano che mai avrebbero dato vita ad accordi politici con gli avversari.

3. Luigi di Maio e Matteo Salvini hanno varato un governo non votato dagli elettori: è questa la contraddizione delle contraddizioni sottolineata dall’opinione pubblica digitale. È infatti dal 2013 che ascoltiamo la storia dei governi non votati dal popolo. In primis fu Monti, poi Enrico Letta, passando per Renzi e finendo con Gentiloni. La propaganda dei due leader in questi anni ha martellato incessantemente su governi senza investitura popolari e scelti in stanze segrete. Adesso il mantra della rete è che il nome di Giuseppe Conte, non eletto in parlamento e nemmeno sulla piattaforma Rousseau, è stato fatto tramite incontri a porte chiuse tra Di Maio e Salvini.

4. Lega e Movimento 5 stelle hanno avviato il governo del cambiamento con un programma di proposte shock. Alcune di queste – reddito di cittadinanza e flat-tax– sono state uno dei principali motivi dei tanti voti presi alle elezioni del 4 marzo. Su questo punto è stato condiviso da tantissime persone un tweet dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani che ha illustrato come il contratto giallo-verde non preveda coperture sufficienti per far fronte alle proposte annunciate.

Inoltre dopo l’annuncio della Lega sullo slittamento della flat tax nel 2020 in rete è iniziato a serpeggiare il sospetto che quello della Lega sia stato solo un spot elettorale per racimolare voti

5. Un paio di articoli online, veri e propri scoop, hanno avuto un forte impatto sull’opinione pubblica digitale. Parliamo della pubblicazione della prima bozza di contratto Lega-M5s e del piano di uscita dall’Euro. Questi articoli, molto condivisi sui social network, hanno svelato come la proposta di un contratto di governo contenga al suo interno molte zone grigie. I documenti pubblicati negli articoli rivelano infatti la creazione del Comitato di Riconciliazione, ovvero una struttura parallela al Consiglio dei ministri, dove le due forze politiche prenderanno decisioni sui cittadini italiani nel chiuso di una stanza.

6. Infine la gestione della vicenda Savona. Se in un primo momento abbiamo assistito agli strali di Salvini e Di Maio che lanciavano le loro truppe virtuali contro Mattarella e i poteri forti in un secondo momento la rete ha reagito contro i due leader. Il 31 maggio per oltre 9 ore #scusepernonfareilgoverno è stato uno degli argomenti più discussi nella Twitter-sfera italiana: principale obiettivo delle critiche e dell’ironia degli utenti è stato Matteo Salvini. In casa 5 Stelle invece è stato invece letteralmente travolto dalle critiche Di Maio per le sue dichiarazioni di impeachment, ritirata il giorno dopo, contro il Capo dello stato. Una delle parole più ricorrenti su #impeachment e associate a Di Maio è stata #neuro.

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