Davvero i Gilet Gialli sono un movimento spontaneo?

I gilet gialli hanno una struttura organizzativa ed un posizionamento politico-ideologico ben visibile: la rete ci svela da che parte stanno

di Guido Petrangeli

Da più parti ci viene raccontato come la protesta dei gilet gialli sia nata in maniera spontanea. In realtà questo movimento ha trovato nella rete uno strumento fondamentale per darsi una struttura organizzativa. Sia Facebook che Twitter sono diventati dei formidabili strumenti per pianificare il malcontento contro Macron e dargli una forma organizzata nelle strade.

Insomma, quella che sembrava una protesta improvvisamente scoppiata nelle piazze è stata invece preparata in maniera accurata da chi ha avuto interesse a creare un sentiment di opposizione allo status quo. Basti pensare che in poco tempo la pagina facebook dei gilet gialli, “@GiletsJaunesFrance”, è riuscita a superare di oltre 3 volte, per capacità di interagire con gli utenti, la fanpage del quotidiano Le Monde.

Che ci fosse qualcosa di pianificato a tavolino per costruire una campagna contro Macron ce lo dice lo stesso Facebook. Circa un mese fa, il social network di Zuckerberg ha rimosso alcuni account francofoni dalla sua piattaforma per “comportamento inautentico coordinato”. Questa rete di utenti riuniva gruppi di interesse molto diversificati, ma tutti uniti nel lanciare messaggi contro il presidente francese Emmanuel Macron.

L’analisi svolta dal DFR Lab ci racconta come queste pagine, che si definivano organizzazioni individuali con diversi interessi, erano in realtà gestite in maniera centralistica. In totale Facebook ha segnalato per “comportamento inautentico coordinato” 99 account Instagram e 42 account Facebook. Il modus operandi di questo network era quello di creare conversazioni su temi non strettamente politici ma rilasciando anche contenuti fortemente contrari a Macron.

Uno dei network coinvolti in questa operazione si basava su gruppi di pressione a favore di tematiche femministe: “@une_camerounaise_fiere”, “@femme_combattante”, “@lafemme.libre”. Un altro gruppo si è invece insinuato nel mondo dei tifosi di calcio, “@football_et_france”, innescando discussioni sull’ultimo mondiale vinto dalla Francia. Un account si è invece concentrato sui problemi ambientali, “@action_verte”, pubblicando in prima battuta soltanto messaggi e fotografie su tematiche ecologiche.

In realtà tutti questi gruppi hanno ben presto smentito le loro identità di facciata mettendo in mostra una chiara ostilità nei confronti di Macron e del suo partito En Marche. Gli account in questione hanno spesso pubblicato post utilizzando hashtag come #macrondegage (“via Macron”) o meme di scherno indirizzati contro presidente francese. L’account di destra “@espoir_de_france” ha pubblicato regolarmente meme anti-Macron, specialmente sul tema della migrazione, ma anche su argomenti economici e politici più generali. L’account “@france_pour_tous” (“Francia per tutti”), dichiaratosi progressista, si è invece concentrato sul tema della povertà: i suoi post suggerivano che Macron, un ex banchiere, era un sovrano lontano ed elitario che temeva il risveglio del popolo francese.

Possiamo quindi rilevare che sulla rete, proprio come sta avvenendo nelle strade parigine, c’è stato il coinvolgimento anti-Macron, sia da parte di gruppi dell’estrema destra sia della sinistra radicale. Nei gruppi di pressione femministi è stato pubblicato un meme che mostra Macron come un autista di schiavi che schiaffeggia gli africani, all’interno di un post sulla vittoria della Francia nella Coppa del Mondo di calcio. Un modo per sfruttare un contesto popolare e allargare così la costruzione del consenso anti-Macron.

Un altro elemento importante che ha fatto parlare Facebook di “comportamenti coordinati” e centralizzati contro Macron è che nessun altro politico francese è stato menzionato da questi gruppi in un tono così sistematicamente negativo.

Ma c’è dell’altro. La protesta dei gilet gialli e i movimenti sovranisti del nostro Paese si stanno unendo in quella che pare a tutti gli effetti come una comune strategia via web. Nella giornata di sabato 8 dicembre, associato all’hashtag per commentare la manifestazione leghista di #piazzadepopolo, abbiamo trovato come una delle parole chiave più ricorrenti sia stata proprio #GiletJaunes. Inoltre su questo social network una lista di account usati per rilanciare h24 tweet su #noeuro, #putin, #primagliitaliani, #stopinvasione, da giorni pubblica messaggi contro Macron. Anche su Facebook abbiamo monitorato come alcune fanpage vicine alla destra sovranista (Il Primato Nazionale, Il Populista) abbiano individuato in Macron un obiettivo su cui orientare la propria propaganda.

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