Primarie dei socialisti francesi, Hamon supera Valls sui social network

di Guido Petrangeli

Il 2017 potrebbe essere davvero l’annus horribilis dell’Unione Europea. Sono tante e pericolose le incognite che presenta il nuovo anno. Dopo la Brexit, infatti, si è fatta strada più di una crepa nel vecchio continente che si dovrà cimentare con temi quali: i rapporti diplomatici con Trump, il braccio di ferro tra la Bce di Draghi e i falchi del rigore tedeschi, il rafforzamento dei populismi anti-euro. E proprio quest’ultimo tema si lega alle imminenti elezioni che si svolgeranno in Germania ma soprattutto in Francia, dove la Le Pen è proiettata al secondo turno.

Attenzione a Salvini: è il leader che cresce più sul web

Matteo Salvini è il politico italiano che ha ottenuto più consenso nell’opinione pubblica digitale dall’esito del referendum del 4 dicembre

di Guido Petrangeli

Matteo Salvini è pronto a lanciare la sua personale scalata al centrodestra. Dalle colonne della Stampa ha rilasciato un’intervista in cui ha detto senza tanti giri di parole che la Lega “non aspetta Berlusconi per andare avanti”. Proverà insomma a correre da solo, nella speranza di replicare il modello Trump, che “ha vinto parlando di dazi doganali, flat tax, stop all’immigrazione, lotta al terrorismo: il programma della Lega.

Il Blog di Grillo perde la faccia ed i follower

Se il 2016 non si era concluso bene il 2017 inizia nel peggiore dei modi per Beppe Grillo ed il Movimento 5 Stelle

di Guido Petrangeli

Anno nuovo, inciampo nuovo. Questa volta la buccia di banana non è stata calpestata nella capitale d’Italia, ma nel cuore dell’Europa che conta. A Bruxelles Grillo ha incassato una figuraccia politica da record.

Nuovi maestri della post verità: intervista al Prof. Ivan Rizzi, presidente IASSP

Post Verità, populismo, influencer e “nuovi maestri”. Dalla Brexit, sino al referendum del 4 dicembre, passando per l’elezione di Donald Trump: la fine del 2016 e l’inizio del 2017 segnano l’epoca della comunicazione emozionale. Per capire meglio questi temi abbiamo fatto alcune domande al Prof. Rizzi, presidente di  IASSP, un think tank nato per contribuire alla costruzione della futura classe dirigente, sostenuto da aziende e animato da un gruppo di professionisti del settore.

La propaganda anti-migranti fa breccia sul web

ultradestra

di Luca La Mantia e Guido Petrangeli

L’immagine di un fucile a canne mozze puntato contro chi legge. Questa la foto a corredo di un articolo postato su Facebook che recita: “Sorprende i ladri extracomunitari, ne uccide uno a fucilate”. Il nome del sito che rilancia questa notizia è tutto un programma, “Ripuliamo l’Italia”.
Sono tanti, tantissimi gli articoli di questo tenore pubblicati sui siti di informazione creati ad hoc per cavalcare in rete temi reazionari e ultra-nazionalisti.

Gli influencer della rete scendono in campo per il No al referendum

Chi sono, ma soprattutto quanto contano gli influencer della rete che hanno deciso di schierarsi per il No al referendum?

di Guido Petrangeli

Il fronte è sicuramente variegato, mettendo insieme anime molto differenti, ma il risultato finale potrebbe dipendere anche dal loro attivismo.Gli influencer, un tempo chiamati semplicemente opinion leader, si caratterizzano per la loro capacità di essere popolari e coinvolgenti nei confronti dell’opinione pubblica digitale.

Giubileo della Misericordia: sui social per il Vaticano è stato un Calvario

giubileo

Strategie poco azzeccate e aggiornamenti col contagocce: su Facebook, Twitter e Instagram l’Anno Santo è stato un flop 

di Luca La Mantia

Il Giubileo della Misericordia chiude i battenti. In 25 milioni si sono recati a Roma per atto di fede o semplice curiosità. Numeri grosso modo in linea con quelli del 2000 e che quindi possono far sorridere Papa Francesco. Sul piano mediatico, invece, qualcosa non ha funzionato. Il Vaticano, in particolare, non è riuscito a soddisfare il buon interesse manifestato dal popolo del web.

Salvini come Trump: sul web macina consenso

Il leader del Carroccio Matteo Salvini si candida come il Trump italiano e sfida il premier sul web

di Guido Petrangeli

Vietato sottovalutare Matteo Salvini. Queste parole andrebbero scritte in un cartello da appendere nelle stanze di ogni sondaggista che si rispetti. L’esperienza delle elezioni Usa, con la vittoria di Trump, ci regala una lezione su cui riflettere per il futuro: il populismo difficilmente può essere arginato, la Rete sposta voti e i sondaggi sono in profonda crisi. Ogni leader politico che vuole avere una chance di vittoria non può astenersi da queste tre regole. E politici come Salvini sembrano aver capito prima di tanti l’andazzo.

Parisi game over, il web elegge Salvini leader del centrodestra

salvini

Se vuole avere chance contro Renzi l’ex ad di Fastweb non può prescindere dal leader della Lega. E’ il più popolare su Facebook, Twitter e Google. Bene anche la Meloni

di Luca La Mantia

Senza Matteo Salvini il centrodestra non esiste. Il Berlusconi pensiero (ribadito nel corso di un’intervista a Radio Anch’io) viene confermato dal web, dove la popolarità del segretario leghista prevale su quella degli altri papabili leader della coalizione chiamata a rappresentare l’unica “alternativa credibile” (sono parole dell’ex Cav) al Pd di Matteo Renzi. Stefano Parisi, che di Salvini dice di poter fare a meno, dovrà farsene una ragione: l’assenza di un vero erede di Berlusconi ha disperso l’elettorato. E questo rende ancor più necessaria la federazione delle forze in campo, salvo voler replicare il fallimento delle amministrative romane, dove Forza Italia e il duo Fdi-Lega hanno corso da soli, pregiudicando sia le sorti di Giorgia Meloni che quelle di Alfio Marchini.

Elezioni Usa: Sprint della Clinton sui social ma è Trump il più discusso sulla rete

Testa a testa dei due candidati sul web: su Twitter e Google cresce di più la Clinton ma Trump domina su Facebook negli swing states

di Guido Petrangeli e Luca La Mantia

A poche ore dal voto che deciderà il destino degli Stati Uniti d’America tutto è ancora da scrivere. Quello che sembrava un’elezione già decisa a favore di Hillary Clinton si sta trasformando in un duello all’ultimo sangue, complice il recupero di the Donald. La candidata repubblicana sarebbe leggermente in vantaggio nei confronti del repubblicano: secondo il sito specializzato RealClearPolitics il risultato è di 46,6% a 44,8%. L’ultima settimana ha visto Hillary al centro dell’email-gate scatenato dal capo dell’Fbi James Coney. Il mondo del web ha mostrato molta attenzione all’inchiesta del Fbi.