Tutto quello che la piattaforma Rousseau non dice sul contratto M5s-Lega

La piattaforma Rousseau è lontana dal descrivere l’atmosfera che si respira all’interno di una fetta della base grillina ancora scettica rispetto ad un accordo con la Lega

di Guido Petrangeli

E così alla fine sono bastati una due giorni di banchetti, gazebi e votazioni online per far digerire ai rispettivi militanti l’alleanza di governo tra il Movimento 5 stelle e la Lega. Anzi il contratto di governo, perché le parole, come diceva Nanni Moretti, sono importanti. Figurarsi per chi come Di Maio e Salvini ha fatto della comunicazione la propria forza.

Come la Russia di Putin sta influenzando le elezioni dei paesi occidentali

La fabbrica di troll e fake news della madre Russia di Putin avrebbe influenzato l’ennesima elezione occidentale

di Guido Petrangeli

Secondo un’inchiesta giornalistica del Sunday Times uno staff russo altamente specializzato in campagne di propaganda social avrebbe aiutato i Laburisti alle ultime elezioni britanniche. La notizia arriva dopo le accuse del grand giurì federale americano nell’ambito delle indagini sulle interferenze di Mosca nelle elezioni presidenziali americane del 2016 per favorire Trump a discapito della Clinton.

Pecore tosaerba a Roma? Bocciate su Twitter

pecore tosaerba

Prevalgono giudizi neutri o negativi sull’idea della giunta Raggi. E fra gli hashtag correlati ricompare #spelacchio

di Luca La Mantia

Tra qualche tempo nei parchi di Roma il servizio di manutenzione del verde pubblico potrebbe essere affidato a operatori davvero particolari: le pecore.

Gli elettori bocciano la strategia governista del Movimento 5 stelle, adesso Di Maio è solo

Su blog delle stelle e sui social network una pioggia di commenti negativi sulla strategia delle alleanze del m5s, Di Maio rischia la leadership

di Guido Petrangeli

Con l’appello rivolto al capo dello stato per votare a Giugno Luigi Di Maio prova a chiudere il recinto dopo che i buoi sono scappati. L’exit strategy del candidato premier arriva dopo la sonora bocciatura della via democristiana imboccata il giorno dopo elezioni.

Di Maio guida il M5s verso l’inciucio di governo, ma la base si ribella sulla rete 

Fino al 4 marzo erano considerati i duri e puri della politica italiana. “Mai con gli altri partiti corrotti” strillavano i grillini sui social network, mentre Grillo dal proprio blog rincarava la dose definendo i partiti dei contenitori di gente ormai morta

di Guido Petrangeli

Pierluigi Bersani, che provò a dialogare con il M5s nel 2013, venne definito un morto che parla. Più recentemente l’ex segretario del Pd Matteo Renzi è stato apostrofato dal Blog a 5 stelle come “un minorato mentale”, “una scrofa ferita”, “un ebetino”. La lista degli insulti è lunga e fa sorridere rileggerla oggi che le ricostruzioni dei giornali parlano di un Di Maio impegnato nella politica democristiana dei due formi.

La propaganda web dell’Isis è arrivata anche da noi

Gli arresti di fine marzo a opera dell’anti-terrorismo italiano rilanciano il tema della propaganda jihadista sulla rete

di Guido Petrangeli

La procura di Torino ha arrestato Elmahdi Halili, un italo marocchino autore del primo testo di propaganda dell’Isis in italiano. Nell’inchiesta sono coinvolti alcuni italiani convertiti all’Islam e cittadini di origine straniera: per tutti l’accusa ipotizzata è di aver svolto una campagna di radicalizzazione e proselitismo sul web. Ma perché il califfato nero ha deciso di puntare in maniera così netta su strumenti che in apparenza sono lontani anni luce dai valori della jihad?

Cresce il consenso per Di Maio e Salvini e la tentazione delle urne

A che gioco stanno giocando Matteo Salvini e Luigi Di Maio? Si inseguono nelle dichiarazioni, si rincorrono al telefono, ma non disdegnano di mettersi dei paletti al momento opportuno

di Guido Petrangeli

Sembra quasi un balletto amoroso e infatti un writer li ha immortalati su un muro romano mentre si scambiano un bacio appassionato. Ma più che pensare alle pene d’amore i due leader usciti vincitori dalle urne stanno lavorando su come lanciare al meglio un’opa su ciò che resta degli altri movimenti politici. Salvini e Di Maio stanno dominando dal 4 marzo in maniera incontrastata la scena pubblica italiana, il loro consenso cresce di giorno in giorno di pari passo con il declino dei leader di ieri.

La tela di Penelope del Movimento 5 stelle sulle alleanze di governo

Vietato usare la parola inciucio. Questo il diktat lanciato da Grillo e company per uscire dallo stallo e far digerire alla base eventuali alleanze di governo. Ma se non si tratta di inciucio di cosa parliamo?

di Guido Petrangeli

Da giorni Luigi Di Maio è uscito allo scoperto dicendo di essere pronto a dialogare con tutti e proprio domenica 18 marzo ha scritto un post sul Blog delle Stelle in cui racconta di aver telefonato ai leader dei principali partiti nell’interesse esclusivo degli italiani.

Le ultime settimane di campagna elettorale sono stato un disastro per Renzi

In attesa di sapere se e chi riuscirà a formare un governo possiamo affermare che i vincitori delle politiche 2018 siano Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Il tonfo di Matteo Renzi è invece più rumoroso di quanto ci si poteva attendere

di Guido Petrangeli

Il dato delle elezioni, che sembrerebbe clamoroso per i più, era invece ampiamente scritto nei numeri che da settimane ci arrivavano dalla rete. Uno di questi in particolare fa impressione per come è riuscito ad anticipare in maniera limpida il risultato delle elezioni.

La #rimborsopoli a 5 stelle affossa luigi di maio sulla rete

I furbetti del bonifico gettano ombre sul MoVimento 5 Stelle nel momento clou della campagna elettorale: a pagare dazio  è soprattutto Luigi Di Maio

di Guido Petranegli

Il caso rimborsopoli cala sulla campagna elettorale a circa due settimane dalla data del 4 marzo. I furbetti della mancata restituzione di parte dello stipendio al fondo del microcredito targato M5s gettano ombre sui grillini nel momento clou della campagna elettorale. Il danno d’immagine è stato forte e si è sentito soprattutto in rete, in quel fortino di consenso digitale dove nel tempo il M5s si era costruito la sua comfort zone.