The Movement lascia un’altra traccia delle sue campagne a sostegno dei populisti

Steve Bannon

Se due indizi fanno una prova allora è molto probabile che il lavoro di “The Movement” sia ben indirizzato verso le imminenti elezioni europee

di Guido Petrangeli

La piattaforma ideata da Steve Bannon e sostenuta da Matteo Salvini ha lasciato un altro segno del suo passaggio per unire le strategie elettorali dei populisti di tutto il globo. Il banco di prova di questa alleanza digitale si è avuta sul Global Compact, il piano globale per la gestione delle migrazioni.

Secondo le analisi condotte da alcuni ricercatori dell’“Institute for Strategic Dialogue” (ISD) – organizzazione che monitora l’estremismo online – una coalizione di simpatizzanti anti-Islam, di estrema destra e neonazisti ha dato vita ad un’intensa attività sui social per contestare ferocemente il piano.

Una serie di team digitali composti da attivisti di estrema destra ha organizzato una campagna online coordinata fondata su tweet, post, video e petizioni online. Il risultato a cui sono arrivati i ricercatori dell’ISD è descritto come una rete globale di attivisti nazionalisti sostenuti da YouTubers e “influencer” politici come l’attivista austriaco di estrema destra Martin Sellner.

In Austria e in Italia i ricercatori hanno scoperto che un’ondata di attività online ha preceduto le decisioni del governo di cambiare orientamento sul Global Compact. Un totale di 152 paesi ha finito per approvare l’accordo, ma Stati Uniti, Ungheria, Israele, Repubblica Ceca e Polonia hanno votato contro, mentre altri 12 si sono astenuti, tra cui Austria, Svizzera e Italia.

In Italia abbiamo raccolto dei dati che rivelano la presenza di una rete di account che scrivono e rilanciano h24 messaggi a sostegno della propaganda sovranista. Questo network, creando consenso dal basso, è riuscito ad imporre su Twitter l’hashtag #noglobalcompact.

Nella giornata del 24 novembre un’intensa attività coordinata da parte di questi profili ha fatto sì che #noglobalcompact diventasse il terzo argomento più dibattuto nella Twitter-sfera italiana, restando nella trending topic per più di 20 ore.

Su oltre un milione di tweet analizzati sul tema del Global Compact troviamo nella top ten dei dieci profili più citati il leader della Lega Matteo Salvini, il Primo Ministro Giuseppe Conte e il Vice Primo Ministro Luigi di Maio.

Fanno parte di questa classifica anche l’editorialista di estrema destra austriaco Thomas Böhm e il blog anti-islam Philosophia Perennis. Per capire insomma che aria tira in rete basti dire che Matteo Salvini è il politico più associato alle ricerche degli italiani su Google in correlazione alla parola “Global Compact”.

Il collegamento tra i vari gruppi nazionali si sposta in Germania dove l’ISD ha scoperto che per mesi il link più condiviso sui social media tedeschi era una petizione contro il patto delle Nazioni Unite organizzato da Sellner, un attivista austriaco di estrema destra che è stato definito dalla BBC “il nuovo volto dell’estrema destra in Europa”.

Un ruolo importante contro l’accordo sui migranti è stato giocato su Youtube, dove sono state veicolate un’elevata quantità di notizie distorte e teorie del complotto. I ricercatori hanno scoperto che circa 75 dei cento video più popolari pubblicati su youtube sul tema sono stati creati da sovranisti, estremisti di destra e teorici della cospirazione.

Infine anche Sputnik, testata online russa nata per propagandare nei paesi occidentali la dottrina di Putin, ha pubblicato un editoriale sul perché è importante dire no al Global Compact.

La ricerca dell’ISD e i dati in nostro possesso rivelano dunque un’attività online coordinata da parte di account europei e statunitensi per sabotare il global compact. La comune strategia online di questi gruppi, sfociata in una campagna di disinformazione internazionale, ha orientato il sentimento della rete verso posizioni politiche vicine ai populisti di estrema destra.

E a cosa assomiglia questa piattaforma globale se non a “The Movement”?

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