Smartphone-dipendenza in famiglia: a soffrire sono i figli

Lo sostiene una ricerca di due università americane. “Bambini più agitati se la tecnologia interrompe l’interazione con i genitori”

di Luca La Mantia

Sui mezzi pubblici, in ufficio, al ristorante, la scena è sempre la stessa. Occhi puntati sul piccolo schermo luminoso e dita che sfogliano pagine immaginarie

Ognuno rinchiuso nel suo piccolo mondo, riducendo al minimo le interazioni. Un segno d’assenso o di negazione scuotendo il capo, qualche parola pronunciata distrattamente e poco più. A casa il quadro non cambia: a cena, nei pochi momenti conviviali concessi dalla settimana lavorativa, persino mentre si sta già guardando la tv, il protagonista è sempre lui: lo smartphone. Le persone con cui condividiamo la nostra quotidianità sembrano meno importanti dei “fatti loro” in diretta su Facebook o della risposta da dare “urgentemente” sul gruppo WhatsApp. E a soffrirne sono soprattutto i figli.

Disagio emozionale

Del problema si è occupata recentemente anche la Polizia su “Una vita da social”, pagina Fb dedicata proprio ai fenomeni (specie quelli negativi) legati alle nuove tecnologie, in un post dal titolo eloquente: “Trascuratezza emozionale”. “Purtroppo è una scena sem­pre più ricorrente – si legge – anche all’ospedale e nei luoghi di formazione. Il legame di causa ed effetto fra trascuratezza emozionale e fenomeni di disagio in età adolescenziale si manifesta anche in contesto scolastico, dove sono in crescita gli episodi di aggressio­ni, verbali ma anche fisiche, da parte di alunni e genitori nei confronti dei docenti. I dati sono preoccupanti, di sicuro dovremmo ripappropiarci di spazi e tempi tradizionali. Lo diciamo sempre la tecnologia e il 2.0 è essenziale, ma come per tutto un abuso vanifica gli effetti positivi”.

La ricerca

In sostanza un deficit continuativo di attenzioni e cura per i propri figli sta alla base di alcuni fenomeni gravi di cui si rendono protagonisti i giovani, come il bullismo. La carenza affettiva correlata alla dipendenza dagli strumenti tecnologici e suoi effetti sono stati oggetto di uno studio dei ricercatori americani Brandon McDaniel (Università di Stato dell’Illinois) e Jane Radesky (Università del Michigan) condotto su 168 madri e 165 padri di 170 famiglie con bambini di età inferiore ai 5 anni. La metà dei genitori intervistati ha raccontato di interrompere l’interazione con i propri figli a causa di smartphone e tablet tre o più volte al giorno. Questo comportamento, hanno scoperto gli studiosi, genera nei bambini agitazione, frustrazione, inquietudine e rabbia. Questi sentimenti negativi si accentuano, prosegue lo studio, soprattutto quando a trascurare è la madre, figura genitoriale con cui, normalmente, la convivialità è maggiore. “I bambini piangono e si agitano di più quando percepiscono che l’interruzione dell’interazione è provocata dalla tecnologia” ha detto McDaniel. In generale solo l’11% delle persone contattate dai ricercatori ha dichiarato che gli strumenti tecnologici non influiscono sulle relazioni familiari.

Dipendenza

Uno studio del 2015 di Avg Tecnhologies (condotto su oltre 6 mila fra genitori e figli di 9 nove Paesi) fornisce altri dati interessanti: il 54% dei minori ritiene che le mamme e i papà controllino troppo spesso il cellulare; il 52% degli adulti ammette di fare un uso eccessivo di questi dispositivi; il 25% dei genitori, infine, vorrebbe che i propri figli utilizzassero meno smartphone e tablet. La dipendenza può essere riconosciuta da alcuni segnali: 1) ansia e irritabilità quando si è lontani dall’apparecchio; 2) fallimento del tentativo di “disintossicazione”; 3) perdita di interesse per altre attività

Ignorati

“La maggior parte di noi crede di non usare il celluare in modo ecessivo – ha spiegato McDaniel al portale brasiliano Gzh – e che questo non influisca sui nostri bambini. La ricerca dimostra che sottovalutiamo il problema. Ai genitori chiedo di riflettere sul modo in cui si sentono quando vengono ignorati perché il proprio coniuge, amico, partner o collega è concentrato sullo smartphone. I nostri figli provano la stessa sensazione, con la differenza che non sono ancora in grado di gestire le proprie emozioni. Di conseguenza reagiscono, comportandosi male per attirare l’attenzione”.

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