Referendum in Macedonia: i populisti di The Movement vincono sulla rete

Steve Bannon

La campagna di boicottaggio online del referendum ha lasciato le tracce di una connessione tra gruppi di euroscettici macedoni e la piattaforma The Movement di Steve Bannon e Matteo Salvini

di Guido Petrangeli

In Macedonia, il referendum sull’accordo con la Grecia per il nuovo nome del Paese (Macedonia del nord) si è svolto nella cornice di una campagna dominata dagli euroscettici sui social media.

I risultati dell’analisi sull’influenza della propaganda sovranista arrivano da DFRLab, il Laboratorio di ricerca forense digitale dell’Atlantic Council. La ricerca mette in luce come gli euroscettici siano riusciti ad orchestrare una campagna online molto virale, denominata #Бојкотира (#boycott), in constante crescita su Twitter e Facebook. La mappatura dei tweet intorno all’hashtag #Бојкотира (#boycott) ci rivela come gli influencer che hanno sostenuto la campagna contro il referendum appartengano alla galassia dei populisti anti-europeisti. Un vero e proprio kit di propaganda digitale – slogan, hashtag, liste di tweet preparati – è stato pubblicato su siti macedoni di estrema destra come mn.mk e bojkotiramfeed.coL’hashtag usato per il boicottare il referendum ha raccolto circa 23.800 menzioni, di cui 19.300 retweet. Il fatto che i retweet costituiscano l’80.9% del contenuto totale ci fa capire come il messaggio dei populisti sia stato amplificato in maniera calcolata da gruppi di account organizzati su Twitter.

Una tecnica usata anche dai sovranisti vicini alla Lega che utilizzano una lista di account per rilanciare in maniera automatica i messaggi di propaganda di Salvini su temi come #noeuro, #stopinvasione e #primagliitaliani. La strategia è dunque la stessa: rendere virali i messaggi della propaganda nell’opinione pubblica digitale, sfruttando community online aggregate in maniera artificiale. Dunque, in queste strategie digitali utilizzate dagli euroscettici macedoni possiamo trovare una connessione con The Movement, la piattaforma lanciata da Steve Bannon e Salvini per aggregare i movimenti populisti. Monitorando il flusso di tweet e hashtag utilizzati nella campagna di boicottaggio, gli analisti di DFRLab hanno trovato delle conversazioni relative al movimento Q-anon, una teoria complottista americana sull’esistenza di una élite mondiale che controlla le nostre vite.

E proprio questa cospirazione del deep state ai danni del popolo è una della teorie preferite da Trump e dal suo ex capo stratega Steve Bannon. La retorica complottista è ben presente anche nei movimenti vicini a Salvini: tutta la vicenda degli immigrati è raccontata come la macchinazione di un gruppo di élite per destabilizzare l’Italia tramite un’invasione di massa pianificata. La narrazione di una cospirazione da parte di gruppi di potere – Europa, BCE, FMI, Nato – contro i popoli è ben evidente all’interno della campagna per il boicottaggio del referendum macedone. Il picco dei messaggi su #boycott è stato registrato tra il 5 e l’8 settembre (3.900 tweet), proprio quando Angela Merkel ed il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, due simboli delle élite, si sono recati in Macedonia per sostenere il referendum.
Ma c’è ancora qualcosa di più evidente: su #boycott sono passati molti tweet dove si inneggia a Donald Trump e Steve Bannon come figure contro il referendum.

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