“Politics” e Semprini poco social: le ragioni di un flop annunciato

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Troppe novità e il pubblico del prime time di Rai 3 boccia il nuovo format. Per evitare il disastro sarebbe bastato guardare i dati di Twitter e Facebook

di Luca La Mantia

Con uno share del 2,66% raggiunto nell’ultima puntata trasmessa “Politics”, il talk politico che ha sostituito Ballarò in prime time su Rai3, rappresenta il grande flop della stagione televisiva 2016-2017. “Di Martedì”, il programma condotto da Giovanni Floris su La7, per capirsi, ha quasi triplicato i dati del competitor, toccando quota 6,79%. Per cercare di andare alle radici del disastro Daria Bignardi (direttrice di Rai3) e il conduttore Gianluca Semprini dovranno prendere in considerazione diversi elementi, a partire dall’appetibilità di un format che sinora non ha saputo sfruttare l’eredità di pubblico lasciata da Ballarò.

I social network, anche in questo caso, ci vengono in soccorso. A 53 giorni dal suo debutto su Twitter il profilo ufficiale della trasmissione ha guadagnato appena 3.724 follower, con una media di circa 70 follower al giorno. Niente a che vedere con Ballarò che tuttora, a programma chiuso, può vantare poco meno di 224 mila follower, con una media di 131 acquisiti follower al giorno (il profilo è stato creato il 25 novembre del 2011). Insomma il vecchio talk di Rai 3 continua a essere popolare. Sembra tornare alla mente la saggezza popolare: “Chi lascia la strada vecchia per la nuova non sa quel che trova”. Il trend non cambia su Facebook: mentre la pagina fan di Politics ha ottenuto il “mi piace” di 8.693 utenti, quella di Ballarò può ancora vantare 135.650 like. Parliamoci chiari: è normale che un format anziano e consolidato abbia maggior successo di uno nuovo. Ma i risultati deludenti di “Politics” dovrebbero far sorgere alla governance Rai l’interrogativo se sia valsa davvero la pena di imporre tante novità a un pubblico abitudinario e fidelizzato come quello dei talk politici.

Oltre al nome e alla formula è, infatti, mutata anche la conduzione. Semprini è volto noto per gli spettatori della pay tv (era mezzobusto di Sky Tg24 e mattatore del “Confronto” pre elettorale della tv di Murdoch) ma quasi sconosciuto a quelli del servizio pubblico. L’esperienza del dopo Floris, con la scelta di una penna di Repubblica come Massimo Giannini piuttosto che di un anchorman già tarato sulla tv, avrebbe suggerito maggiore ponderazione. Pur preparato Semprini non porta in dote grande popolarità. Su Twitter, in 1.803 giorni di attività, ha conquistato solo 7.914 follower (cioè appena 4,4 follower al giorno). Su Facebook, invece, non ha nemmeno una pagina fan ma solo un profilo con 4.226 amici. Se non si sente lui stesso un personaggio, perché il pubblico dovrebbe ritenerlo tale?

 

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