#panamapapers, uno tsunami in rete. I ricchi nel mirino del web

panama papers

Milioni di tweet e visualizzazioni sui social newtork per lo scandalo dei conti offshore che sta scuotendo politica e finanza internazionale 

di Luca La Mantia

Lo scandalo dei Panama Papers, che coinvolge i più importanti e facoltosi uomini del pianeta ha scatenato un vero e proprio tsunami in rete. Tutto è cominciato dalla pubblicazione di file riservati posseduti dallo studio legale centroamericano Mossak Fonseca, specializzato in conti offshore.

Una lista di personalità internazionali di politica, finanza, showbusiness e sport che avrebbero dirottato miliardi di dollari in paradisi fiscali, al riparo da ogni controllo legali. Rivelazioni destinate a superare, per l’impatto che potranno avere sull’opinione pubblica internazionale, quelle di Wikileaks.

Su Twitter l’hashtag #panamapapers è entrato rapidamente tra i topic trend, raggiungendo un volume pazzesco: 2,2 milioni di tweet postati ogni ora. Su Twitter l’argomento ha raggiunto oltre 14 milioni di utenti ed è stato visto più di 12 milioni di volte, mentre su Instagram. Tra gli influencer che hanno twettato sull’argomento c’è la “gola profonda” dello scandalo Nsa Edward Snowden che ha scritto: “La storia dietro i #panamapapers? Il coraggio è contagioso”, ricevendo  circa 11 mila retweet e 8.500 “cuori” (l’equivalente dei “like” di Facebook).

Sul topic sono intervenute con articoli postati sui social network anche alcune tra le più importanti testate giornalistiche mondiali, come la Cnn (oltre 23 milioni di follower), la Bbc Breaking News (13 milioni di seguaci), la Bbc News World (11 milioni) e il Time (circa 10 milioni). Il sentiment si è mantenuto neutro ma con sfumature negative. La maggior parte delle parole associate all’hashtag era in lingua spagnola, come “ricos” (“ricchi”) e fiscal (“fiscale”).

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