A Imola nasce il “nuovo” Movimento 5 Stelle: meno Beppe più Grillini

La comunicazione di Beppe Grillo e del Movimento 5 stelle dalle elezioni del 2013 alla kermesse di Imola

di Luca La Mantia e Guido Petrangeli

Quando circa tre anni fa lanciammo il SocialPolitico, Beppe Grillo e il Movimento 5 stelle sono stati oggetto di molte nostre inchieste finite su alcune delle principali testate italiane. Quello che evidenziavamo, rispetto al M5s, era un modello comunicativo basato su un singolo centro dal quale si irradiava il messaggio all’interno di un network ben definitivo e attivo. Il centro era ovviamente Beppe Grillo con il suo blog ed il network era rappresentato da una miriade di militanti addestrati a rilanciare il messaggio.

Il banco di prova dove abbiamo testato questa prima fase della comunicazione social di Grillo sono state le elezioni del 2013. In quell’occasione, quando ancora i social non avevano raggiunto un livello di diffusione così elevato, Beppe Grillo risultò il politico italiano con il più alto livello di “social value”. Il leader del Movimento a 5 stelle sui tre social monitorati per le elezioni 2013 (Facebook, Twitter  e Youtube) stravinse in termini di popolarità, interattività e pro attività. In quel contesto però rilevammo come la comunicazione di Grillo fosse troppo unidirezionale, dimostrando una scarsa propensione a seguire profili a fronte dell’alto numero di persone da cui invece era seguito.

La kermesse grillina del 17 e 18 ottobre di Imola è stata l’occasione per cercare di capire se e come è cambiata la comunicazione social da parte di Grillo e del M5s. Va premesso che tra il 2013 ed oggi molte cose sono cambiate. Una delle più importanti riguarda il sorpasso su Twitter da parte di Matteo Renzi, puntualmente ripreso in una nostra inchiesta sul duello in streaming tra Beppe Grillo e il premier incaricato. Il leader del Movimento 5 Stelle rincorre ancora oggi il presidente del consiglio che ha un maggior numero di follower su Twitter.

Quello che però salta agli occhi rispetto alla manifestazione di Imola è un nuovo approccio del M5s che sembra correggere il tiro rispetto ad un modello comunicativo basato unicamente sul leader carismatico. Da tempo sono stati lanciati dei nuovi personaggi, molto forti sui social ed nei vari talk show, che possono prendere il posto di Beppe Grillo. Ci riferiamo nello specifico a tre noti parlamentari del movimento: Alessandro Di Battista, Paola Taverna e Luigi Di Maio. Non è un caso che Beppe Grillo sia sul Blog e su Facebook, luoghi dove ancora detiene il primato per popolarità, ha pubblicato i video degli interventi di questi tre parlamentari. Il discorso comunicativo si è allargato anche ad altri protagonisti della manifestazione, in particolare a due artisiti, Enrico Montestano ed il comico Dado. I video degli interventi di Montesano e Dado sono risultati alla fine quelli più popolari sul profilo Facebook di Grillo, segno che ormai il movimento sta andando anche oltre il singolo one man show

I dati elaborati sull’hashtag dell’evento di Imola – #italia5stelle – confermano quanto stiamo dicendo: il movimento sta creando nuovi influencer per dare il cambio a Beppe.   L’argomento #italia5stelle è rimasto nella classifica italiana degli argomenti più discussi su Twitter per più di 7 ore, risultando alla fine il secondo hashtag più twettato. Dietro il successo di questo tweetstorm non troviamo però il valore del singolo  ma un lavoro di squadra ben affiatato: a far diventare #italia5stelle un topic trend sono stati ben 785  account, 1000 tweet e 737 retweet. Ovviamente tra questi una menzione speciale va fatta per alcuni influencer molto popolari, tra i quali  oltre Di Battista, Taverna e Di Maio, anche il FattoQuotidiano. Il giornale diretto da Travaglio, da sempre molto solidale con il M5s, ha rilasciato su  #italia5stelle il tweet di maggiore impatto, prendendo su Twitter la forma del media partner dell’evento. La sentiment analysis infine, ci fornisce un ultima conferma di quanto scriviamo; tra le parole più associate a  #italia5stelle non troviamo Grillo ma #m5s e successo, sintomo che il movimento crede in una vittoria elettorale senza il leader solo al comando.

Crescono dunque i Cinque Stelle a discapito di Beppe Grillo. Può sembrare un paradosso ma non è così. Il bombardamento social che ha accompagnato l’intervento del leader pentastellato a Imola apre nuovi scenari sull’universo del M5S. Con l’ex comico che, di fatto, non è più il solo in grado di muovere la piazza virtuale ma si fa accompagnare da una platea di influencer diventati ormai popolari alla sua stessa stregua. E’ il segnale inequivocabile che lo schieramento generato dai V-Day ha finalmente assunto la fisionomia di un partito.  A forza di primarie e quirinarie, di post incendiari sui blog veicolati attraverso Twitter e Facebook il messaggio di fondo proposto dai Cinque Stelle è arrivato non solo ai cittadini, che già li hanno ampiamente premiati con il voto, ma anche a riconosciti opinion leader. E cioè a chi – come Il Fatto Quotidiano e alcuni suoi giornalisti – questo messaggio lo fa diventare virale sui mezzi d’informazione. Ma, si sa, quando la macchina ha ingranato il pilota diventa piuttosto relativo. Così l’allargamento del cosmo pentastellato rende il creatore meno rilevante che in passato. Scenario che Grillo aveva più volte profetizzato e, in un certo senso, auspicato. E che è l’eredità più diretta del confronto post Europee del 2014, quando la base chiese in modo chiaro e tondo ai due leader di lasciare più spazio agli altri, di eliminare il veto per le apparizioni in tv e le limitazioni sulle interviste ai giornali. Un cambio di passo che ha consentito al M5S di strutturarsi, trasformando facce sconosciute (da Di Maio a Di Battista, passando per la Lombardi e la Taverna) in protagonisti assoluti della futura scena politica.

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