I nemici di Papa Francesco – parte seconda

I sovranisti hanno lanciato una campagna via web per screditare l’immagine della Chiesa inclusiva e multiculturale di Papa Francesco

di Guido Petrangeli

Qualcosa di grosso bolle nella pentola di The Movement, la fondazione con cui Steve Bannon e Matteo Salvini intendono aggregare i populisti in vista dell’imminente campagna elettorale per le Europee. Secondo alcune dichiarazioni rilasciate alla Reutersda Benjamin Harnwell, direttore dell’Istituto Dignitatis Humanae di Roma, Bannon starebbe lavorando per dar vita ad una corrente di pensiero populista e nazionalista all’interno della Chiesa di Roma.

Il progetto prevede dei corsi ‘ad hoc’ per I leader populisti ed il lancio di una martellante campagna di comunicazione via web per attaccare l’unica istituzione che sta facendo da argine al sovranismo di estrema destra: la Chiesa di papa Francesco. Orientata ai diritti sociali e al multiculturalismo la Chiesta è, infatti, vista come fumo negli occhi da Salvini e Bannon.

Screditare la reputazione delle istituzioni, tramite strategie comunicative che fanno largo ricorso al complottismo e alla post-verità, è una tecnica adottata dai sovranisti per mettere al centro della loro narrazione l’idea del popolo tradito dalle élite. Dopo le campagne contro i partiti tradizionali, le istituzioni europee e finanziarie, ora sarebbe giunto il momento della Chiesa di papa Bergoglio.

Sul Talebano, uno dei laboratori online dell’ideologia salviniana, è partita da tempo una campagna contro i valori dell’accoglienza cattolica. Recentemente era stato pubblicato un articolo con cui si provavano ad indottrinare i fedeli spiegando: “I cristiani che continuano a predicare l’accoglienza indiscriminata, mettendo in difficoltà il Paese, sono quelli che votano a sinistra e votano i partiti pro aborto, pro eutanasia, pro matrimoni gay”.

Sulla pagina Facebook della testata online Il Populista, la strategia riservata a papa Francesco è evidente: vengono prese alcune sue dichiarazioni a favore dell’accoglienza dei rifugiati, mettendole alla berlina dei lettori. Gli amministratori della pagina consentono che vengano rilasciati commenti dove si attacca pesantemente il pontefice, non preoccupandosi in alcun modo della loro rimozione.

C’è anche chi, come la fanpage Riscatto Nazionale, arriva a descrivere Papa Bergoglio come un “kompagno”, amico di chi è contro il popolo italiano.

La campagna sovranista si salda con quella del movimento di estrema destra CasaPound. Sulla rivista online Il Primato Nazionale, viene così descritta una visita del Papa a Palermo: “Per l’occasione sono scattate le misure di sicurezza straordinarie. Tra queste il divieto per gli immigrati irregolari di sedere alla stessa tavola dove ha mangiato il Papa. Alla faccia della tanto sbandierata accoglienza che il Papa va predicando!”. Il post in questione, in cui si vuole mostrare il pontefice come esponente di un’élite distante dal popolo, ha ottenuto 431 like, 71 commenti e 282 condivisioni. Segno che la rete ha iniziato a credere nel messaggio dei populisti.

La campagna anti-Bergoglio continua su Twitter, dove una lista di troll e bot pro-Salvini scredita l’immagine del pontefice, utilizzando gli hashtag più popolari dalla propaganda sovranista.

Se pensiamo che questo network comunicativo sia diretto ad una platea minoritaria sbagliamo di grosso: i numeri raggiunti da questi messaggi, a livello di popolarità e interazioni con gli utenti, doppiano nettamente quelli delle maggiori testate nazionali.

L’intento della propaganda sovranista è quella di creare un ‘sentiment’ negativo nei confronti della figura di papa Bergoglio, additandolo come un progressista nemico degli italiani e dei valori tradizionali. La creazione di “nemici” (siano progressisti, tecnocrati, migranti o il Papa) serve a compattare i militanti, ma soprattutto a dare forma e visibilità a nuove comunità che vivono ai margini della cultura dell’ultra-destra reazionaria. Come dire? Molti nemici, molto consenso.

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