La sfida per le primarie del Pd giocata sulla rete

Matteo Renzi riesce a superare i suoi avversari interni sia in termini di popolarità che di interazione con gli utenti online, ma fatica su Facebook

di Guido Petrangeli

Il Congresso del Partito Democratico entra nel vivo con il primo risultato della lunga partita per eleggere il segretario nazionale. La sfida nei circoli è stata vinta da Matteo Renzi che usa le piattaforme social per esultare rispetto al voto degli iscritti: “68 per cento, numeri impressionanti, viva la democrazia e grazie a tutti. Adesso al lavoro, tutti insieme! #Avanti”. Dietro l’ex segretario troviamo Andrea Orlando al 25,4% e Michele Emiliano al 6,3%.

L’ex premier porta a casa il primo risultato utile dalla grande sconfitta del 4 dicembre e lo fa provando a recuperare terreno sulla rete, identificata nelle analisi post referendum come uno dei luoghi dove il Pd ha perso più posizioni. Non a caso negli ultimi mesi lo staff di Renzi ha messo in cantiere alcune operazioni sul web per provare a rilanciare la sua reputazione online, duramente ammaccata dalle polemiche del post 4 dicembre. La prima iniziativa è stata quella di trasformare i poco attraenti comitati elettorali web per il referendum, riuniti sotto la sigla di “Basta un sì”, in una community online per rilanciare i temi del renzismo.

Da qui è nato In Cammino, un network composto da sito web e account social strutturato intorno alle parole chiave del pd renziano: scuola, innovazione, fake news, lavoro, inclusione. Matteo Renzi ha inoltre aperto un blog su Medium, una piattaforma lanciata dal cofondatore di Twitter ancora poco conosciuta in Italia ma che cresce molto a livello globale (50 mln di utenti registrati). Questo “medium” permetterebbe a Renzi di approfondire argomenti chiave per la sua community che non può trattare, per evidenti limiti tecnici, sul suo social media preferito Twitter.

Gran parte di questo nuovo corso 2.0 serve ad aumentare il livello di attrattività di Renzi su Facebook, dove non riesce ancora a colmare il gap con altri leader politici come Beppe Grillo e Matteo Salvini. La legge dei numeri ci dice però che nell’ultimo mese la popolarità dell’ex premier su Facebook è cresciuta solo dello 0,3%. I nuovi utenti digitali agganciati da Matteo Renzi negli ultimi 30 giorni sono 3.630, che lo fanno arrivare ad un totale di 1.058.049 fan. In percentuale i suoi sfidanti hanno fatto meglio. Andrea Orlando (54.211 fan) ha avuto un exploit in termini di popolarità, crescendo del 37% grazie ai nuovi 14.745 utenti digitali aggiunti. Michele Emiliano ha ottenuto invece 2.919 nuovi fan, crescendo del 2% e arrivando ad un totale di 114.341 seguaci.

Allo stesso tempo Renzi riesce a mantenere intatta la sua egemonia su Twitter, dove continua a restare il mattatore della politica italiana. Nell’ultimo mese oltre ad essere il leader politico più citato è arrivato anche ad attrarre più di 37mila nuovi follower, arrivando ad un totale di 2.914.470 seguaci. Il ministro della giustizia nello stesso periodo ha agganciato 5.734 nuovi fan, ottenendo un totale di 108.709 follower. Il governatore della Regione Puglia ha portato a sé “soltanto” 2.822 nuovi follower, risultando il candidato che in questi ultimi 30 giorni è cresciuto meno in termini di popolarità (totale di 131.217 seguaci).

Nel complesso, dunque, Matteo Renzi riesce a superare i suoi avversari interni sia in termini di popolarità che di interazione con gli utenti online. La vera sfida di Renzi sarà quella di riuscire ad aumentare il volume della sua community Facebook di riferimento, ancora lontana parente di quelle su cui possono contare Beppe Grillo e Matteo Salvini.

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