“La grande sostituzione”, il manifesto online dei populisti di destra

In tutta europa si sta diffondendo sulla rete l’esistenza di un piano di sostituzione delle popolazioni bianche con migranti e musulmani

di Guido Petrangeli

Qualche giorno fa Matteo Salvini ha dichiarato di essere stanco del dibattito pubblico sul fascismo. E soprattutto che questo non interessa a 500 milioni di cittadini europei che a breve si recheranno alle urne. Se a parole può sembrare di buon senso sminuire il dibattito su un periodo così lontano, la realtà dei fatti ci dice che non è così.

Se a parole può sembrare di buon senso sminuire il dibattito su un periodo così lontano, la realtà dei fatti ci dice che non è così. Alcuni dei più orribili fatti di cronaca degli ultimi tempi, come l’attentato alle moschee neozelandesi, hanno visto la rete diventare protagonista di rivendicazioni a favore degli attentatori, fotografando un clima di intolleranza. E non parliamo di una nicchia rumorosa, ma di una consistente parte del web molto organizzata e che usa simboli legati all’estrema destra per fare propaganda politica.

Recentemente è stato rilevato un network che legherebbe l’uomo accusato di aver ucciso 50 persone nelle moschee di Christchurch con Generation Identity, uno dei movimenti di estrema destra in più rapida crescita in Europa. Parliamo di una rete molto estesa in Europa e con contenuti capaci di raggiungere elevati livelli di viralità sui social media.

Il manifesto di questo network si può rintracciare nella teoria cospirativa della “Grande sostituzione”, che millanta l’esistenza di un piano di sostituzione delle popolazioni bianche europee con migranti e musulmani.

Riferimenti di questo tipo sono presenti in molti Paesi europei e anche in alcune fanpage italiane che sostengono la propaganda sovranista.

Ecco in sintesi il vero piano "sorosiano" di Emma Bonino

Ecco in sintesi il vero piano "sorosiano" di Emma Bonino

Pubblicato da Rassegne Italia su Mercoledì 3 aprile 2019

ADESSO LO AVETE CAPITO IL PIANO DI EMMA BONINO???

Pubblicato da Riscatto Nazionale su Martedì 2 aprile 2019

Su gruppi come “Riscatto Nazionale” e “Rassegne italiane” vengono pubblicati quotidianamente post in cui, per esempio, Emma Bonino viene identificata come l’emissaria di Soros per attuare in Italia un piano di sostituzione etnica. Non mancano neanche contenuti per fomentare i propri utenti a sostenere la figura di Benito Mussolini.

Queste pagine formano un network comunicativo dal linguaggio violento e xenofobo che detta quotidianamente una propaganda nettamente schierata a favore di Matteo Salvini. La narrazione complottista e il tono aggressivo vengono rilanciati come un copia e incolla sugli account social di questa community dell’ultra destra europea. Sul profilo Twitter di “Generation Identity Uk” si parla spesso di ‘”Europa dei bianchi” oppure a si esaltano in stile militaresco gli “ardenti difensori della Gran Bretagna avversari dell’islamizzazione”.

Uno dei leader di questi gruppi radicali europei è l’ex neonazista Martin Sellner, la cui casa è stata perquisita dalle forze di intelligence dopo la pubblicazione di rapporti secondo cui l’attentatore di Christchurch avrebbe dato soldi al suo movimento. Sellner è molto attivo in rete per la radicalizzazione dei proseliti tramite una sofisticata propaganda online: l’attivista può contare su oltre 90mila iscritti al suo canale YouTube e 16mila follower su Telegram.

In un manuale chiamato “The Art of Redpilling”, il movimento di Sellner fornisce istruzioni per la radicalizzazione online e la manipolazione tramite teorie cospirazioniste. Nel testo viene insegnato come sfruttare le diffuse lamentele in rete legate alla libertà di parola o all’uguaglianza di genere. Il tema dell’attacco ai valori progressisti e liberali è uno dei più usati dalle community online radicalizzate per silenziare l’opposizione moderata.

Tutti i populisti di estrema destra europei – dall’Alternative for Germany (AfD) alla Lega, da Fratelli d’Italia al partito spagnolo Vox – condividono con “Generation Identity” la narrazione di una imminente “invasione dell’Occidente”.

Un importante riscontro di questa strategia comunicativa si è avuta anche occasione del Global compact, quando è stata condotta una campagne di disinformazione su scala europea per condizionare l’opinione pubblica digitale nei confronti dell’accordo. Le prossime elezioni europee ci diranno se questo fronte, oltre alla rete, riuscirà a conquistare anche Bruxelles.

You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply