Giubileo della Misericordia: sui social per il Vaticano è stato un Calvario

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Strategie poco azzeccate e aggiornamenti col contagocce: su Facebook, Twitter e Instagram l’Anno Santo è stato un flop 

di Luca La Mantia

Il Giubileo della Misericordia chiude i battenti. In 25 milioni si sono recati a Roma per atto di fede o semplice curiosità. Numeri grosso modo in linea con quelli del 2000 e che quindi possono far sorridere Papa Francesco. Sul piano mediatico, invece, qualcosa non ha funzionato. Il Vaticano, in particolare, non è riuscito a soddisfare il buon interesse manifestato dal popolo del web.

Partiamo da un dato: nell’ultimo mese l’argomento “Giubileo della Misericordia” su Google ha generato, su una scala da 1 a 100, un volume di ricerche medie pari a 35. Per soddisfare una tale richiesta di info e news sarebbe servita una comunicazione social all’altezza della situazione. Ma questo non è avvenuto. Colpa di una strategia confusa e di profili poco curati e aggiornati.

Facebook
Su Facebook, ad esempio, esiste un’unica pagina in italiano: “Giubileo Straordinario della Misericordia”, che in un anno di attività ha ottenuto oltre 350 mila like. Pochi se si pensa che l’Anno Santo era innanzitutto un evento internazionale. L’account è raggiungibile dal portale http://www.iubilaeummisericordiae.va/, tradotto in 7 lingue. Ed è questo il primo errore: perché prevedere, anche dalle versioni straniere, un unico redirect alla fanpage italiana? Per gli operatori vaticani, normalmente molto attenti all’internazionalità, si è trattato davvero di un brutto scivolone, che ha limitato la viralità dei contenuti pubblicati e scoraggiato l’accesso di nuovi fan. Ne ha risentito l’engagement che negli ultimi mesi ha raggiunto quota 12.770, come una media di 170 tra like, condivisioni e commenti guadagnati ogni giorno.

Twitter
Ad accrescere gli interrogativi su questa scelta è la gestione dell’account Twitter. In questo caso, infatti, sono stati aperti tanti profili quante sono le lingue riportate sul portale ufficiale. I risultati, però, se possibile sono ancora peggiori. Dov’è il vizio in questo caso? Nelle scarso aggiornamento degli account stranieri. Il migliore, per seguito, è infatti quello italiano, con oltre 2.600 follower. Lo seguono quello in spagnolo (oltre 2 mila) e quello in inglese (1.981). Tre profili per un totale di circa 6 mila follower, davvero poco. Gli altri sono quasi inesistenti. L’account in lingua francese supera di poco i 302 seguaci, quello in polacco non arriva nemmeno a 170, quello francese supera di poco i 150 e, infine, quello in tedesco non tocca nemmeno quota 100. Poco virali i contenuti, basti pensare che negli ultimi 8 mesi l’account italiano ha ottenuto solo 1.488 retweet, cioè circa 186 al mese.

Instragram 
Su Instagram si è preferito, invece, creare un solo account in lingua inglese. Anche in questo caso i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative. I follower sono stati 8.550 e l’engagment medio prodotto dagli ultimi 100 post recita: 184 like e 0,5 commenti.

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