Da Capitano a #Capitone, la caduta di Salvini parte dai social

La macchina della propaganda di Salvini, cosi efficace nei mesi passati,  sembra esser diventata un gattino che non graffia

di Guido Petrangeli

In questa particolare fase della politica italiana, che sotto l’ombrellone ha diviso gli italiani tra favorevoli all’alleanza giallo-rossa e nemici del governo della poltrona, c’è una sola certezza. Matteo Salvini è il grande sconfitto delle manovre di palazzo.

Dalle foto al Papeete in poi il leader leghista sembra essersi incartato in una crisi politica ma soprattutto d’immagine che non può essere causale. È soprattutto nel suo ambiente ideale, quello del web, che i risultati da noi monitorati certificano che qualcosa non va come i suoi spin avevano previsto. La bestia, la macchina della propaganda online in grado di portare Salvini dal 17% delle politiche 2018 al 34% delle scorse europee, sembra aver arrestato la sua forza. 

Proprio durante la campagna elettorale per le europee erano iniziati a imporsi tra i principali argomenti dibattutti su Twitter degli Hashtag contro Matteo Salvini. Slogan come #salvinidimettiti, #QuestaLegaèUnaVergogna#GRATTA_e_VINCI_49milioni, sono diventanti dei trending topic molto virali che hanno compattato e rilanciato community online, come #facciamorete, aggregate contro la Lega.

Nei giorni caldi della crisi la reputazione online di Matteo Salvini è stata completamente asfaltata: il 27 agosto per più di 12 ore tra i principali argomenti di discussione c’è stato #legaladrona. Il 23 agosto è stata la volta di #salviniasfaltato (oltre 13 ore nelle trending topic) mentre per tutta la settimana dopo ferragosto si è parlato di Salvini in termini di #capitanfracassa o di #salvinibufalaro (per usare un eufemismo). 

Ovviamente le critiche e l’ironia contro Salvini sono scoppiate anche su Facebook. Gruppi come “Mai Con Salvini” o “Noi contro Salvini” hanno pubblicato molti post contro l’ex ministro dell’Interno, risultando nelle ultime settimane più virali addirittura della pagina Facebook ufficiale della Lega. Nell’ultimo mese la fanpage “Mai con Salvini” ha ottenuto una media di 4.266 interazioni per singolo post, il triplo dei 1.505 ottenuti dalla Lega.

Una delle tendenze più vistose su Facebook è che stanno diventando sempre più popolari, al ritmo di oltre 3000 nuovi fan al mese, delle community come “Cara Italia” che postano quotidinamente post contro Salvini e la Lega. Abbiamo anche monitorato come Matteo Salvini sia stato per la prima volta superato da Giuseppe Conte per quanto riguarda le ricerche degli italiani sul web. 

Quanto vale Matteo Salvini

Un uomo vale quanto la sua parola. Quanto vale Matteo Salvini? 🤔

Pubblicato da Mai con Salvini su Sabato 10 agosto 2019

Il 20 agosto, giorno delle accuse di Conte contro Salvini, abbiamo rilevato come il volume di ricerche sul premier si sia attestato su un parametro pari a 100 contro il 69 del capo della Lega.

L’ex ministro degli Interni si conferma in crisi con l’opinione pubblica digitale anche se andiamo a registrare il livello di popolarità dei vari leader coinvolti nelle ultime manovre di Palazzo. In particolare su Facebook, il social dove Matteo Salvini è il politico italiano più seguito (3.765.482 fan), la caduta è stata rovinosa. Dal giorno della crisi, il 15 agosto, ad oggi, l’emorragia di popolarità di Salvini è fotografata dal confronto con Giuseppe Conte. Il premier in questi ultimi 15 giorni ha agganciato oltre 104 mila nuovi potenziali elettori contro i soli 18.802 raggiunti del leader leghista. Nello stesso periodo Nicola Zingaretti (288.674 fan) e Luigi Di Maio (2.245.311 fan) hanno ottenuto rispettivamente 7.309 e 7.678 nuovi utenti. 

Anche se ci spostiamo su Twitter le cose non cambiano per Matteo Salvini: la sua chiamata alle piazze si è rivelato un flop. Nella giornata di venerdì l’ex ministro leghista ha lanciato sui social la manifestazione di Roma per andare al voto. Su Twitter “tutti a Roma” ha raccolto meno di 3 mila tweet non riuscendo a imporsi nella trending topic italiana. Insomma più che una bestia la macchina della propaganda di Salvini sembra esser diventata un gattino che non graffia. 

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