La rete chiede una legge sulla vendita delle armi ma si scontra con la popolarità delle lobby

Su twitter si è formata una vasta opinione pubblica digitale che ha portato in cima ai trend della rete il dibattito sulla necessità di una legge per il controllo delle armi

di Guido Petrangeli

La notte di terrore andata in scena al festival della musica country a Las Vegas ha lasciato sul campo 58 morti e oltre 500 feriti. Non si è trattato di un atto di terrorismo ma della “sparatoria più sanguinosa della storia americana”. Si riapre dunque negli Stati Uniti il dramma di azioni killer portate avanti da personaggi armati fino ai denti che compiono carneficine senza un fine evidente.

Le manifestazioni di Imola e Rimini a confronto, da qui parte la campagna elettorale sulla rete

Luigi Di Maio e il Movimento 5 stelle riescono a coinvolgere più elettori digitali di Renzi e del Pd  

di Guido Petrangeli

Non erano neanche 100 i km che separavano le kermesse conclusive del Partito democratico e del Movimento 5 stelle. Dai palchi di Imolae Rimini si sono affacciati i leader dei due partiti che con ogni probabilità raccoglieranno più voti nella corsa alle politiche del 2018. Matteo Renzi contro Luigi Di Maio, sempre in attesa di sapere se Silvio e l’altro Matteo riusciranno a trovare un accordo sulla leadership nel centro-destra.

La dittatura dei click elegge Luigi Di Maio

Non sono solo i numeri dei sondaggi a fare di Di Maio un leader scelto nelle stanze dei bottoni: anche la sua popolarità sul web lo rende perfetto per il m5s

di Guido Petrangeli

A quanto pare Luigi Di Maio correrà da solo alle primarie del M5s. Nessuno dei big del movimento si è azzardato a porre la sua candidatura contro il vice presidente della camera. Dal pensiero unico esternato dal blog di Grillo si è passati direttamente alla strategia del “mi piace vincere facile”. Una vicenda che ricorda da vicino il Berlusconi pronto a mettere all’angolo i competitor interni, forte di una leadership indiscussa e fuori dalle logiche di primarie vere.

Ecco come la propaganda fascista è diventata una realtà sulla rete

La community dei neo fascisti sul web è più ampia e coinvolgente di quella del partiti tradizionali

di Guido Petrangeli

l decreto Fiano, che punisce come reato la propaganda fascista, è passato alla Camera con 261 voti favorevoli (Pd, Ap, Mdp, Sinistra italiana, Civici e Innovatori, Ds – Cd), 122 contrari (M5S, FI, Lega, FdI e verdiniani) e 15 astenuti. La legge, che dovrà superare lo scoglio del Senato, prevede l’aumento di un terzo delle pene se il reato è commesso usando Internet e strumenti telematici. E proprio il web è diventato il territorio di conquista di un propaganda fascista molto virale e agguerrita.

#NoVax, la rete si organizza contro i vaccini

In rete che si è formato un network comunicativo che rilancia messaggi e notizie in cui l’obiettivo primario diventa demonizzare i vaccini

di Guido Petrangeli

Dopo diciotto anni torna in vigore l’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione alle scuole. Il decreto vaccini ottiene il via libera alla camera tra forti proteste fuori e dentro l’aula di Montecitorio. Il provvedimento ha scaldato gli animi soprattutto in virtù di una propaganda molto aggressiva, organizzata da vari gruppi che si battono per dimostrare la pericolosità dei vaccini per la nostra salute.

La rete “vota” Bersani leader del campo progressista

Analizzando i numeri del web viene fuori un quadro in cui il mattatore della scena 2.0 dell’area di sinistra risulta essere Pierluigi Bersani

di Guido Petrangeli

Più di un’analista politico ha avuto l’ardire di paragonarlo a Romano Prodi, il grande unificatore della sinistra italiana. Parliamo dell’ex sindaco Giuliano Pisapia, che ormai da mesi si muove in maniera frenetica per trovare una sintesi nel campo progressista. E proprio i personaggi incontrati – oggi D’Alema e Speranza, domani Civati e Fratoianni – la dicono lunga su quello che sembra a tutti gli effetti un posizionamento in antitesi al Pd renziano.

I movimenti populisti sono in caduta libera

di Guido Petrangeli

Circa un anno fa il tormentone indie del momento, scritto e cantato da Tommaso Paradiso dei The Giornalisti chiamava in causa “la fine dell’estate e delle chiacchiere nei bar”. A livello elettorale, parafrasando la band romana, potremmo affermare che stiamo assistendo in questi ultimi giorni alla fine del populismo e delle chiacchiere reazionarie sui social network. Facendo un bilancio di quanto successo nell’ultimo anno sembra abbastanza evidente come si possa individuare una fase calante a livello di consenso elettorale di quello che è stato definito come il populismo ultra-nazionalista.

Elezioni Uk, i laburisti avanzano anche sul web

Il partito di Corbyn risulta più attrattivo e popolare su Google e sui principali social network

di Guido Petrangeli

Chissà cosa sarà passato per la testa a Theresa May nel vedere gli ultimi sondaggi pubblicati dal Times di Rupert Murdoch. A pochi giorni dal voto nella perfida Albione i conservatori non solo perderebbero le elezioni ma otterrebbero ben 20 seggi in meno rispetto alle elezioni del 2015. Una situazione totalmente rovesciata rispetto a solo pochi mesi fa, quando Theresa May sulla scia di sondaggi favorevoli al suo partito aveva fatto passare la mozione per lo scioglimento del parlamento.

Il M5s svolta a sinistra puntando sul reddito di cittadinanza

Di pari passo alla manifestazione di Perugia è andata in scena una “marcia” online di forte sostegno al reddito di cittadinanza

di Guido Petrangeli

La madre di tutte le battaglie del M5s stelle è partita da Perugia, dove tantissimi militanti hanno sfilato per una legge sul reddito di cittadinanza. Dalle colonne del blog di Beppe Grillo siamo stati abituati a leggere un po’ di tutto: dalle stampanti 3-d alle campagne anti-vaccino, dai complotti dei frigoriferi sino alle famigerate scie chimiche.

Macron sconfigge il populismo facendo diventare cool l’Europa

di Guido Petrangeli

En marche, in cammino verso la spianata del Louvre, dove si trova il palco per le celebrazioni, arriva in solitaria il più giovane presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron. Una passeggiata lunga che parte da lontano, dal giorno in cui il giovane ex ministro dell’economia di Hollande decide di fondare un movimento alternativo ai partiti tradizionali. È da li che inizia un cammino politico che permette a Macron di uscire fuori dai recinti ideologici dei partiti tradizionali per unire la Francia sotto la bandiera del progressismo.