Macron sconfigge il populismo facendo diventare cool l’Europa

di Guido Petrangeli

En marche, in cammino verso la spianata del Louvre, dove si trova il palco per le celebrazioni, arriva in solitaria il più giovane presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron. Una passeggiata lunga che parte da lontano, dal giorno in cui il giovane ex ministro dell’economia di Hollande decide di fondare un movimento alternativo ai partiti tradizionali. È da li che inizia un cammino politico che permette a Macron di uscire fuori dai recinti ideologici dei partiti tradizionali per unire la Francia sotto la bandiera del progressismo.

Francia al ballottaggio: la popolarità online di Macron corre di più di quella della Le Pen

francia

La leader del Front National parte da numeri importanti su Facebook e Twitter ma la popolarità online di Macron cresce di più

di Luca La Mantia e Guido Petrangeli

Ancora pochi giorni e i francesi sapranno chi sarà il nuovo presidente della Repubblica. A contendersi l’Eliseo sono Emmanuel Macron (vincitore del primo turno) e Marine Le Pen. Nell’ultimo confronto tv, secondo un sondaggio Elabe per Bfm Tv, il 63% dei telespettatori ha giudicato il candidato di “En Marche” più convincente, mentre il 34% ha optato per l’ex leader del Front National.

Il confronto sky sulle primarie del Pd visto dalla rete

Tra i candidati alle primarie Renzi ed Emiliano adottano una comunicazione autoreferenziale mentre Orlando è l’unico che parla di Europa

di Guido Petrangeli

Un confronto più soporifero di così era difficile immaginarlo. Che le primarie non stessero scaldando troppi gli animi degli italiani si poteva immaginare e i vertici di sky annusando l’aria hanno scelto un orario che non infierisse sui candidati. I temi sul banco del confronto sono stati molti, dai famigerati 80 euro al destino di Alitalia, ma al di là degli slogan scontati niente di più. Alla fine non sono arrivate neanche le scintille che avrebbero almeno acceso un dibattito forse troppo veloce e moderato.

Alle elezioni francesi avanza la sinistra 2.0

Melenchon e Macron in crescita su web e social network: l’opinione pubblica digitale inizia aspostarsi a sinistra

di Guido Petrangeli

Mancano ormai pochi giorni a uno degli eventi elettorali più attesi dell’anno, le elezioni presidenziali francesi. Domenica 24 aprile il calendario segna il primo turno della corsa verso l’Eliseo. L’evento è atteso soprattutto per misurare il livello di forza raggiunto dai movimenti nazionalisti anti-euro, incarnati nel vecchio continente dal Front National di Marine Le Pen.

La sfida per le primarie del Pd giocata sulla rete

Matteo Renzi riesce a superare i suoi avversari interni sia in termini di popolarità che di interazione con gli utenti online, ma fatica su Facebook

di Guido Petrangeli

Il Congresso del Partito Democratico entra nel vivo con il primo risultato della lunga partita per eleggere il segretario nazionale. La sfida nei circoli è stata vinta da Matteo Renzi che usa le piattaforme social per esultare rispetto al voto degli iscritti: “68 per cento, numeri impressionanti, viva la democrazia e grazie a tutti. Adesso al lavoro, tutti insieme! #Avanti”. Dietro l’ex segretario troviamo Andrea Orlando al 25,4% e Michele Emiliano al 6,3%.

Theresa May invoca la Brexit, ma la rete chiede più Europa

brexit

Londra reagisce alla Brexit: in nessun altro paese europeo la rete si è schierato in maniera così forte a favore dell’Europa nel giorno della ricorrenza dei Trattati di Roma

di Guido Petrangeli e Roberto Adriani

Sabato 25 marzo è una data da non dimenticare. Non solo per la ricorrenza dei 60 anni dai trattati di Roma, ma anche per segnare sul calendario la prima sconfitta dei movimenti populisti e anti-europeisti. Le piazze romane, che potevano diventare il territorio di rivendicazioni ultra-nazionaliste, si sono colorate di tantissime bandiere e slogan pro Europa.

Erdogan asfalta l’Europa: nell’Ue nessun leader è popolare quanto lui

erdogan

Il presidente turco, in rotta di collisione con Bruxelles, su Facebook e Twitter batte tutti i colleghi del Vecchio Continente. Da solo ha un consenso più vasto di tutti gli altri messi insieme

di Luca La Mantia

A poco meno di un mese dal referendum sul presidenzialismo in Turchia si è acceso il confronto a distanza tra Recep Tayyip Erdogan e i principali leader dell’Unione europea. Una polemica aspra, nella quale non sono mancati, da parte del leader di Ankara, offese e velate minacce. Tutto è nato dal veto posto dalla Germania alla possibilità di tenere comizi elettorali – per sostenere il “Sì” alla riforma fortemente voluta da Erdogan – rivolti alla vasta comunità turcofona residente sul proprio territorio.

Marine Le Pen si aggiudica il primo round delle Presidenziali

Il duello tv consegna il primo round digitale a Marine Le Pen e a sorpresa ci dice che l’avversario più ostico per la populista potrebbe essere Mélenchon

di Guido Petrangeli

Si è consumato ieri sera il primo duello tv tra i cinque principali candidati alle presidenziali francesi. Le elezioni d’oltralpe rappresentano un test fondamentale per conoscere il grado di maturità che hanno raggiunto i movimenti populisti antieuropeisti. Dopo Brexit e Trump è dunque Marine Le Pen a tenere con il fiato sospeso le principali cancellerie europee e le piazze finanziarie di tutto il mondo.

In Olanda si alza il vento del populismo anti euro

Geert Wilders, sostenitore della Nexit in, è in grado di calamitare molta più attenzione e curiosità in rete del suo avversario Mark Rutte

di Guido Petrangeli

Il vento del populismo soffia forte in Olanda. Se la Brexit è stato il primo scossone a un’Europa bella e addormentata, le elezioni nei paesi bassi potrebbero rilevarsi la miccia che una volta accesa è impossibile da spegnere. Secondo un sondaggio commissionato dal Centro Ricerche britannico Bruges Group (pubblicato da Termometro Politico) il 56% degli olandesi sarebbe a favore di una Nexit. Questi dati ovviamente aprono un’autostrada a Geert Wilders, il leader anti-euro, pronto a ripercorrere la strada di Donald Trump.

Storia di una web rottamazione, Renzi perde contatto con l’opinione pubblica digitale

La reputazione online dell’ex premier Renzi è in calo da mesi: sui social non è ancora riuscito a costruirsi una vera community

di Guido Petrangeli

A rileggere le dichiarazioni degli esponenti del Pd sul referendum, “se vincesse il no il paese rischierebbe l’instabilità e la paralisi”, non si può fare a meno di notare come queste due sciagure siano proprie quelle che oggi lacerano il Pd. Prima la scissione, poi le indagini sull’affare Consip e infine la caduta: il Pd ha perso lo scettro di primo partito in favore del M5S. Su Repubblica il sondaggio dell’Atlante politico di Demos mostra come referendum e dimissioni di Renzi abbiano fatto perdere oltre il 2% al Pd.